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Presentazione
Si deve constatare che negli ultimi decenni l’attività scientifico-professionale si rivolge sempre più al perseguimento di fini immediati che, pur buoni nella loro parzialità, finiscono per soddisfare raffinate forme di egoismo individuale (o tuttalpiù corporativo) che si pongono di fatto in contrasto con l’interesse generale della Società intesa nel suo complesso.
D’altra parte la traduzione pratica del sapere speculativo di molte attività professionali tende ad affrontare e risolvere le tematiche, che via via le si presentano, solo da un punto di vista meramente tecnico prescindendo da ogni valutazione che tenga conto di valori e di beni non strettamente o direttamente attinenti alle problematiche stesse. Questi ultimi vengono semplicemente ignorati con grave danno per l’intera Collettività.
Tale stato di cose, che è ormai da molti percepito e qualificato come “crisi di valori”, è anche considerato una delle cause, se non la causa principale, della drammatica crisi economica nella quale si sta dibattendo la Società europea ormai da oltre un quinquennio.
Questa costatazione, peraltro abbastanza scontata, rischia di apparire sterile e vuota lamentela, come spesso capita di registrare nelle pur lodevoli ed apprezzabili analisi che vengono svolte sull’argomento, se all’analisi stessa non segue una prospettiva o meglio una proposta per il recupero dei valori professionali dei quali si lamenta la perdita.
La proposta in realtà è molto più semplice di ciò che si possa immaginare: si deve tornare a prendere atto che lo svolgimento dell’attività professionale è affidato all’uomo. L’uomo in quanto tale è colui che ha acquisito l’abito ad agire in modo virtuoso ovvero ha coltivato la virtù. Non è un caso che i romani definissero l’uomo nella sua accezione più alta vir come a dire che è la virtù che fa l’uomo. Essere uomo di conseguenza significava e dovrebbe significare tuttora essere virtuoso e la ricerca della virtù era e dovrebbe divenire tuttora il fine della vita umana.
La specificità della virtù morale infatti da un lato consiste nell’essere ordinata al fine ultimo della persona che è la felicità, dall’altro – essendo conseguibile da ciascun uomo – permette di accorciare le distanze tra le persone ed i gruppi sociali consentendo di allentare prima ed eliminare poi i conflitti che possono insorgere fra gli stessi.
Partendo da questi assunti e ritenendo che le brevi premesse sopra esposte meritassero un ben più meditato ed argomentato approfondimento, anche critico, la Commissione Azione Professionale del Rotary Club di Novara ha organizzato su tali temi due Convegni che si sono tenuti nel maggio 2012 e nel maggio 2013 all’Università del Piemonte Orientale presso il Dipartimento per l’Economia e l’Impresa.
Poiché gli interventi resi pubblici sul sito del Club hanno destato da più parti interesse si è ritenuto di raccoglierli in una pubblicazione organica che li contenesse tutti quanti.
La Commissione naturalmente ringrazia i Relatori per l’impegno profuso che ha prodotto interventi di particolare profondità come i lettori potranno constatare.
Al termine della lettura tutti potranno valutare come sia importante la riscoperta dei valori etici ma certamente ancora più importante è che ad essa segua la concreta applicazione da parte di ciascuno di noi.
Settembre 2013