Convegni

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CONVEGNO 2014: dimensioni del passaggio generazione nell'impresa

Locandina Convegno 23 maggio 2014

Cafagno Drago Tacchini, Corbetta, Irrera

Gian Vittorio Cafagno, Roberto Drago, Paolo Tacchini (Presidente del Club), Guido Corbetta, Maurizio Irrera

Il passaggio generazionale nelle imprese a controllo familiare, le più diffuse nel panorama italiano, può essere gestito con successo a condizione che siano correttamente gestite tutte le dimensioni coinvolte, senza perdere di vista il principio fondamentale secondo il quale la compagine proprietaria deve porsi al servizio dello sviluppo dell’impresa.
E’ dunque di fondamentale importanza che tale processo sia pianificato per tempo e gestito con professionalità onde evitare che possa essere causa di crisi di governance anche gravi, come purtroppo capita spesso.
Il presente convegno si rivolge innanzitutto agli imprenditori, ai quali si propone di illustrare le tematiche fondamentali che devono essere affrontate nella pianificazione del passaggio generazionale.
Il convegno si rivolge inoltre ai professionisti che hanno il compito di assistere l’imprenditore in questo delicato processo: ad essi si propone di fornire una panoramica sugli strumenti giuridici con i quali il passaggio generazionale può essere attuato, nonché di evidenziare le opportunità offerte da taluni istituti poco utilizzati, quali il trust, per la gestione delle problematiche fiscali.
Attraverso l’analisi di un caso pratico il convegno si propone infine di fornire a imprenditori e professionisti un esempio di come il passaggio generazionale sia stato attentamente pianificato e regolamentato da una grande impresa multinazionale a capitale familiare.
Il convegno prevede l’intervento di quattro relatori che tratteranno le tematiche qui di seguito sintetizzate.

 

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE: EVIDENZE EMPIRICHE E TEORICHE
Guido Corbetta
Professore ordinario di Strategia aziendale e titolare della cattedra AidAF – Alberto Falck di Strategia delle aziende familiari. Docente senior dell’Area Strategia della SDA Bocconi

 Il passaggio generazionale è un processo di cambiamento delle imprese familiari che
è stato molto studiato e i ricercatori hanno messo a punto vari suggerimenti perché il processo possa svolgersi con successo favorendo la continuità dell’impresa.
Dopo aver richiamato queste condizioni, si presentano ai partecipanti le esperienze di alcune famiglie imprenditoriali, cercando di trarre alcuni tratti comuni.
In particolare, si concentra l’attenzione su alcuni errori che devono essere evitati quali, ad esempio, la confusione tra ruoli proprietari e ruoli manageriali e la mancata pianificazione del processo.

Si veda la relazione completa al seguente link:
Guido Corbetta. Il passaggio generazionale. Evidenze empiriche e teoriche. 23 5 2014

 

I PATTI DI FAMIGLIA E LE HOLDING DI FAMIGLIA:
STRUMENTI PER AGEVOLARE LA GOVERNANCE E LA CONTINUITÀ

Maurizio Irrera
Avvocato, Professore ordinario di Diritto Commeciale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale

Il passaggio generazionale può essere agevolato dall’impiego di strumenti giuridici appropriati.
Tra questi sono da segnalare la creazione di holding di famiglia attraverso operazioni di scorporo o scissione: la presenza di una o più società controllate dalla holding consente di creare un’opportuna differenziazione tra i profili operativi del business e la governante.
Altro strumento impiegabile è la creazione di holding sotto forma di società in accomandita per azioni, quale cassaforte di famiglia.
Dal punto di vista successorio i patti di famiglia, nonostante alcune rigidità del testo legislativo, costituiscono un ulteriore strumento idoneo per programmare la successione nell’attività di impresa.

 Si veda la relazione completa al seguente link:
Maurizio Irrera. passaggio generazionale dell’impresa e strumenti giuridici di supporto. 23 5 2014

 

LA TRASMISSIONE DELL’AZIENDA DI FAMIGLIA: OPPORTUNITÀ FISCALI DA COGLIERE ANCHE CON L’UTILIZZO DI ISTITUTI INNOVATIVI (TRUST)

Gian Vittorio Cafagno
Notaio in Novara e Presidente Consiglio Notarile Distrettuale di Novara, Vercelli e Casale Monferrato

La relazione si propone di centrare l’attenzione dei professionisti e degli imprenditori presenti sulla possibilità di sfruttare in pieno le opportunità fiscali connesse al passaggio generazionale.
Partendo da un quadro europeo sulla imposizione fiscale in tema di successione e donazione viene offerta una riflessione sull’utilizzo di un istituto di recente introduzione nello strumentario professionale del notaio e dei consulenti d’impresa quale è il trust.
Verrà illustrata la fase costitutiva del trust, le dinamiche ed i costi di gestione, gli aspetti fiscali a livello di imposte dirette ed indirette, le possibili conseguenze patologiche da evitare.
Da ultimo verranno presentate alcune situazioni tipo che hanno ottenuto soluzione con l’utilizzo del trust.

UN CASO PRATICO: IL PASSAGGIO GENERAZIONALE
NEL GRUPPO DE AGOSTINI

Roberto Drago

Vice Presidente Area Finanza di De Agostini S.p.A. e Presidente Fondazione De Agostini

 Le famiglie Boroli e Drago, proprietarie del gruppo De Agostini, stanno affrontando il passaggio generazionale dalla terza alla quarta generazione.

Circa 25 anni fa fu affrontato con successo il passaggio dalle seconda alla terza.
Essendosi modificati, rispetto ad allora, il quadro economico-finanziario di riferimento, la dimensione e le attività del gruppo e la numerosità dei membri famigliari, si rende necessaria l’adozione di una serie di misure che consentano un passaggio generazionale che individui il o i leader sia a livello di corporate governance che di management.
Verranno quindi esposte le azioni già adottate e da adottare per perseguire il risultato che la famiglia si è prefissata.

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CONVEGNO 2013: Un'Etica fondata sul dovere e sulla responsabilità

Presentazione

Si deve constatare che negli ultimi decenni l’attività scientifico-professionale si rivolge sempre più al perseguimento di fini immediati che, pur buoni nella loro parzialità, finiscono per soddisfare raffinate forme di egoismo individuale (o tuttalpiù corporativo) che si pongono di fatto in contrasto con l’interesse generale della Società intesa nel suo complesso. D’altra parte la traduzione pratica del sapere speculativo di molte attività professionali tende ad affrontare e  risolvere le tematiche, che via via le si presentano, solo da un punto di vista meramente tecnico prescindendo da ogni valutazione che tenga conto di valori e di beni non strettamente o direttamente attinenti alle problematiche stesse. Questi ultimi vengono semplicemente ignorati con grave danno per l’intera Collettività. Tale stato di cose, che è ormai da molti percepito e qualificato come “crisi di valori”, è anche considerato una delle cause, se non la causa principale, della drammatica crisi economica nella quale si sta dibattendo la Società europea ormai da oltre un quinquennio. Questa costatazione, peraltro abbastanza scontata, rischia di apparire sterile e vuota lamentela, come spesso capita di registrare nelle pur lodevoli ed apprezzabili analisi che vengono svolte sull’argomento, se all’analisi stessa non segue una prospettiva o meglio una proposta per il recupero dei valori professionali dei quali si lamenta la perdita. La proposta in realtà è molto più semplice di ciò che si possa immaginare: si deve tornare a prendere atto che lo svolgimento dell’attività professionale è affidato all’uomo. L’uomo in quanto tale è colui che ha acquisito l’abito ad agire in modo virtuoso ovvero ha coltivato la virtù. Non è un caso che i romani definissero l’uomo nella sua accezione più alta vir come a dire che è la virtù che fa l’uomo. Essere uomo di conseguenza significava e dovrebbe significare tuttora essere virtuoso e la ricerca della virtù era e dovrebbe divenire tuttora il fine della vita umana. La specificità della virtù morale infatti da un lato consiste nell’essere ordinata al fine ultimo della persona che è la felicità, dall’altro – essendo conseguibile da ciascun uomo – permette di accorciare le distanze tra le persone ed i gruppi sociali consentendo di allentare prima ed eliminare poi i conflitti che possono insorgere fra gli stessi. Partendo da questi assunti e ritenendo che le brevi premesse sopra esposte meritassero un ben più meditato ed argomentato approfondimento, anche critico, la Commissione Azione Professionale del Rotary Club di Novara ha organizzato su tali temi due Convegni che si sono tenuti nel maggio 2012 e nel maggio 2013 all’Università del Piemonte Orientale presso il Dipartimento per l’Economia e l’Impresa. Poiché gli interventi resi pubblici sul sito del Club hanno destato da più parti interesse si è ritenuto di raccoglierli in una pubblicazione organica che li contenesse tutti quanti. La Commissione naturalmente ringrazia i Relatori per l’impegno profuso che ha prodotto interventi di particolare profondità come i lettori potranno constatare. Al termine della lettura tutti potranno valutare come sia importante la riscoperta dei valori etici ma certamente ancora più importante è che ad essa segua la concreta applicazione da parte di ciascuno di noi.

Novara, settembre 2013

La Commissione Azione Professionale Rotary Club Novara Anni Rotariani 2011-2012 e 2012-2013: Eugenio Del Boca, Paolo Marino, Giulio Stella.

Le relazioni del Convegno 2013:

 

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CONVEGNO 2012. Il recupero dell'Etica nelle professioni: via d'uscita della crisi?

Il 18 maggio 2012, a Novara, presso l’Università del Piemonte Orientale nell’Aula Magna del Dipartimento di Economia, si è tenuto il convegno “Il recupero dell’Etica nelle professioni: via d’uscita dalla crisi”.
L’idea basilare del Convegno è che l’attuale crisi, che coinvolge non solo il nostro Paese ma l’Europa intera, è soprattutto una crisi di valori etici che se non riscoperti e vissuti renderanno l’attuale stato di cose irreversibile.
L’altra idea portante è che i valori etici per il fatto che sono radicati profondamente nella natura umana possono essere universalmente riconosciuti prescindendo dalle convinzioni morali o religiose di ciascuno; come già diceva Terenzio: “homo sum, humani nihil a me alienum puto” (sono un essere umano e nulla di umano ritengo a me estraneo).
Il primo e molto profondo intervento “Etica e deontologia professionale” è stato tenuto dal Prof. Francesco D’Agostino, ordinario di Filosofia del diritto nell’Università di Roma –Tor Vergata.
A lui è succeduto il Prof. Giacomo Samek Lodovici, docente di Storia delle dottrine morali presso l’Università Cattolica di Milano, che ha svolto lo stimolante tema “Felicità e moralità sono inconciliabili? Riflessioni filosofiche”.
L’Avv. Umberto Ambrosoli si è soffermato con un appassionato e coinvolgente intervento sul tema “Credere nella dimensione etica per superare la crisi”.
Con l’ultimo intervento il dott. Alberto Sinigaglia, giornalista de La Stampa, ha parlato dello scottante ed attuale tema “Fare etica con il giornalismo”.
I lavori, che sono stati coordinati dal dott. Lorenzo Del Boca, giornalista e scrittore già presidente della F.N.S.I. e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, sono stati preceduti dai saluti della Prof.ssa Eliana Baici, Preside del Dipartimento di Economia, dall’ing. Antonio Strumia, Governatore Distretto 2030, dall’ing. Cesare Garbini, Presidente del Rotary Club Novara e conclusi dal dott. Giorgio Groppo, Presidente della Commissione Distrettuale Etica.

Le relazioni del Convegno 2012: